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Le News di OPI

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Domenico Esercizio è un infermiere da quasi 30 anni, un libero professionista della sanità. Vive a Bergamo dall’adolescenza, qui ha studiato per diventare infermiere e qui ha costruito la sua vita professionale e privata.
È stato uno dei primi professionisti a richiedere il sostegno al fondo #NoiConGliInfermieri, lanciato e finanziato dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) per sostenere tutti i professionisti colpiti duramente dalla pandemia.

«Mi sono ammalato la notte tra il 14 e il 15 marzo 2020, dopo una settimana di lavoro intenso all’interno del reparto Covid-19 dell’Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Avevo preso servizio nella struttura sanitaria una settimana prima, trasferito dall’Humanitas Castelli insieme ai colleghi di 9 Coop, la mia cooperativa» racconta Domenico.

Leggi l’articolo completo sul sito FNOPI (https://www.fnopi.it/2020/06/22/non-chiamateci-eroi/)


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Siamo un gruppo di ricercatori (psicologi e sociologi) dell’Università di Macerata e dell’Università di Verona.
Abbiamo compilato un questionario che ha come obiettivo quello di conoscere l’esperienza e i vissuti del personale sanitario rispetto all’emergenza COVID-19.
La compilazione del questionario, i cui obiettivi e composizione trovate specificati nel file allegato “Disegno della ricerca”, richiede circa 15 minuti.
A seguire il link del questionario:
http://survey.univr.it/index.php/894528?lang=it


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Stati generali: nell’ultima giornata a Villa Pamphili a Roma il premier Conte ha anche incontrato le Federazioni delle professioni sanitarie che hanno esposto il percorso futuro della propria professione e dell’assistenza sanitaria.

La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, che con i suoi 450mila iscritti rappresenta oltre il 41% delle forze del Servizio sanitario nazionale e oltre il 61% degli organici delle professioni sanitarie in generale, punta al territorio.

E lo fa prima di tutto declinando la figura dell’infermiere di famiglia e comunità istituito ufficialmente dal Patto per la salute e inserito per legge dal decreto Rilancio all’esame del Parlamento

“E’ necessario garantire il potenziamento della presa in carico sul territorio e a domicilio dei soggetti affetti da SARS-COV-2 e, più in generale dalle persone che versano in condizione di fragilità – hanno spiegato a Conte la presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli e la vicepresidente Ausilia Pulimeno – In particolare, è  necessario prevedere che l’infermiere di famiglia e comunità partecipi all’attuazione dei piani di assistenza territoriale da disegnare con una reale multi professionalità per identificare e gestire i contatti, l’organizzazione dell’attività di sorveglianza attiva e  ricopra un ruolo di responsabilità nell’ambito dei processi infermieristici a livello distrettuale”

Leggi l’articolo completo sul sito FNOPI (https://www.fnopi.it/2020/06/21/stati-generali-proposte-infermieri/)


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Buongiorno,
Sono Cerini Silvia e sono una Vostra iscritta, come da contatto telefonico con voi, invio il mio pensiero scritto (il 30.03.2020) durante la pandemia letto da Luciano Giroldini che mi ha consigliato di condividerlo con i colleghi.

Sono Silvia, SONO INFERMIERA nel reparto di “ex ortopedia” al COQ a Omegna, dico ex perché ormai diventato reparto covid19.
Ormai è passato qualche giorno ma eccomi qua a pensare che mai avrei immaginato di trascorrere il mio compleanno in corsia sommersa da un’emergenza sanitaria.. i miei 27 anni il 27 marzo 2020 me li ricorderò ben bene.. che giornata.. Piena di emozioni, più degl’altri giorni da quando è iniziata questa emergenza sanitaria. Ogni giorno dall’inizio di tutto ciò quando torno a casa cerco di “staccare” e a non pensare al reparto, ma non ci riesco, non mi è proprio possibile, perché penso ai miei pazienti e spero di tornare il giorno dopo e di ritrovarli tutti;
Devo dire che ormai dall’inizio di questa emergenza, ogni giorno è sempre più carico di emozioni.. io operatrice sanitaria dietro a quella bardatura che dovrei indossare con piacere in quanto mi dovrebbe proteggere da questo nemico invisibile, spesso e volentieri me la vorrei strappare via..soprattutto la mascherina perché non mi permette di sorridere ai miei pazienti.. Ma posso guardare negl’occhi i miei pazienti e gli posso stringere la mano.. Che emozione quando loro contraccambiano stringendo la mia più forte.. E quanti nodi alla gola e occhi lucidi mi fanno venire quando mi parlano dei loro famigliari..
E proprio il giorno del mio compleanno, sarà il caso sarà il destino o chissà che, ho avuto “l’onore” di guardare negl’occhi il mio paziente mentre mi poneva delle domande davvero forti alle quali l’unica risposta che mi sono sentita di dare è stato stringergli forte forte la sua mano e dirgli una piccola frase che custodisco nel mio cuore.. E ora che la terra ti sia lieve…
E che emozione poter far videochiamare i miei pazienti con i loro parenti, tramite il telefono del reparto donatoci dagl’amici dell’oncologia, e sentir dire alla propria moglie 90enne “ti voglio bene, aspettami”, e ancora “papà ti voglio bene segui cosa ti dicono le infermiere e i medici, tifiamo tutti per te” e poi a fine videochiamata ricevere un sms “grazie siete degl’angeli terreni vi ringrazio infinitamente per quello che state facendo”.. E ancora:” ciao nonno, come sei bello, ti voglio bene”, e il mio paziente che mi guarda con gli occhi lucidi e mi rigranzia e mi dice ” vorrei abbracciarla signorina ma non posso, le mando un bacio grande grande, grazie mille oggi mi ha fatto un regalo bellissimo”..
Questo momento non è per niente semplice né fisicamente né emotivamente..
Un mio pensiero grande va ai famigliari dei miei pazienti.. Non ci possiamo conoscere, ma sappiate che per i miei pazienti farò di tutto per accompagnarli, per non farli sentire soli, rispetterò le loro scelte e gli stringero’ tanto la loro mano volendogli bene perché amo la mia professione e la svolgo con passione.
Potrei andare avanti ancora.. Ma i miei occhi sono lucidi e il nodo alla gola si fa sentire sempre di più.
Un’ultima cosa, sappiate che appena arrivo in reparto solo insieme ai miei colleghi mi sento forte, solo insieme facciamo il leone, poi appena timbro l’uscita mi sento come la barchetta in mezzo al mare in burrasca.. GRAZIE COLLEGHI, ma grazie anche a tutti coloro che mi chiamano, mi scrivono messaggi per chiedermi come sto e per dirmi “mi raccomando stai attenta” .. Mi date tanto supporto..
Grazie a mia sorella per la pasta fresca che mi cucina durante il suo smonto notte, grazie alla mia mamma e al mio papà, grazie ai miei veri Amici e grazie alle mie zie, grazie a tutti voi per le nostre videochiamate.
Oggi più che mai rifarei questa scelta, la mia professione, la mia passione.
Vi voglio abbracciare presto.
Silvia,
#INFERMIERAPERPASSIONE

Grazie per l’attenzione,
Cordiali saluti,
Cerini Silvia.


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